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Writings |
Poesie in lingua italiana dal 2007 |
AVVERTENZE: i testi in prosa o poesie qui ripresi sono di proprietà di Claudine Giovanonni. In parte pubblicati su antologie o in raccolte singole, sono di conseguenza protetti dal copy-right.
Se un lettore dovesse avere interesse a copiare (anche solo in parte) un testo/poesia, è pregato di citare la fonte e di informarmi.
IN FASE DI ALLESTIMENTO.
Girasole 9.2007
Girasole: questo fiore così speciale,
che con l’astro solare
ha un rapporto d’ammirazione
tanto profondo,
da doverlo sempre guardare!
Quando ero piccina,
più di una volta
avevo tediato mio padre
ponendo le solite domande
che restavano sospese nell’aria
come nuvole di panna montata!
E papà sorrideva,
punzecchiando la mia innata curiosità
“Sei troppo piccina per capire!” mi ammoniva.
Fino a quando,
obbligato dalla mia insistenza,
doveva mettersi con pazienza a spiegare.
Anche lui, utilizzò la metafora del sole:
dei petali come lingue di fuoco,
che cercavano di assomigliare
il più possibile a questo astro celeste
del quale erano così innamorati.
Mi procurano un profondo e sublime piacere
queste parole che rievocano
ciò che è stato, riportando alla mente
le immagini offuscate dal tempo.
Grazie Cristiano, come sempre
la tua dolcezza e sensibilità mi toccano il cuore!
Fonte di vita
Dove il passaggio conduce alla sorgente,
tra gli abeti senza tempo.
Lei gorgoglia, gelata e cristallina,
dal grembo della terra.
Disseto la mente e sensazioni
lasciando che il cuore sprigioni percezioni inviolate.
Rocce verdi, fra le nuove radici
scendono prepotenti
fino a baciare l’acqua della fonte.
Tocco di labbra sensuali,
che come amanti colmi di desiderio, si cercano e s’incontrano.
Poso i nudi piedi, come il corpo,
m’immergo nell’abbraccio di ghiaccio.
Percezioni fonde ed oscure mi lambiscono,
immobile come uno scoglio, attendo che i flutti si assopiscono.
Mi circondano, avvinghiano, penetrano, violano.
Incrocio di dita, di mani, di membra…
L’occhio vola alle macchie gialle ed ai candidi fiocchi,
spruzzati tra i lunghi fili d’erba,
accarezzati dalla fresca brezza.
Mentre i raggi di sole, come spade di tenue fiamma,
si insinuano tremanti tra i rami.
L’astro getta il suo bagliore dorato,
facendo brillare le corolle di nuova luce.
E questo raggio riprendo, negli occhi, nel cuore.
L’imprigiono per dar visione ai momenti di smarrimento,
quando la notte giunge, insinuandosi con prepotenza,
mentre esalo il mio ultimo sospiro.
Pascoli e monti
Guardo i campi e monti verdi come mele acerbe,
che dai rami attendon l’autunno delle passioni.
L’estate è il ricordo, vivido, vivificante,
sul ciglio della strada che conduce alla libertà del cuore.
Ed il cuore si espande gonfio di sangue,
rintocca con cadenza costante,
la melodia pulsante che scandisce note di passione.
Vivo. Respiro. Dormo e muoio.
Mentre chiedo con voce senza parole:
ridatemi la vita!
Vita che non ho scelta, ma avuta in dono,
da altro atto d’amore.
Mentre dentro, la cascata inesorabile lascia una traccia,
modella e plasma le rocce tra le quali ho rinchiuso il mio cuore.
L’ho imprigionato, per impedirgli di partire
e seguire quel fiume in piena che non riesco più ad arginare.
Sulle rocce, lagrime di sangue seguono il tracciato del tempo.
Ragnatele di licheni,
posate con dolcezza sui rami spogli,
come fantasmi ondeggiano.
La mano accarezza, tocco sensuale,
mentre il pensiero rapisce il ricordo
di braccia protese al cielo.
La foresta è muta,
ma la sua voce crepita nelle foglie che calpesto,
mentre i passi si susseguono e le lagrime di sale
muoiono adagiandosi sul sottobosco
dei ricordi ormai morti.
Riflesso perduto,
ritrovato, lasciato, dimenticato.
Guardo mani senza tempo,
nel tempo mutate, ora stanche.
Sogni trattenuti,
con la forza della passione,
e poi lasciati riposare come farfalle stanche
mentre attendono la clemenza si plachi nell’animo.
Un soffio, un alito appena,
smuovon gli steli di quell’erba
che s’intreccia tra le dita,
facendo l’amore ahimè proibito,
agognato e mai dimenticato.
Crepita il fuoco,
sprigiona i suoi bagliori e rilascia i suoi aromi.
La resina fragrante,
riporta alla mente le cupe distese delle foreste lontane.
Aroma della passione,
illusione d’un attimo,
rinchiuso nel muschio e cortecce.
Passione che mi accarezza, tra rami senza tempo.
Foresta dei sensi, densi degli odori,
inebrianti di occhi sognati.
Il sorriso dipinto sul viso triste dove gli occhi parlano,
senza voce, ma con eloquenza sincera.
Sono
“Chiudo gli occhi,
ora che la visione è raccolta al mio interiore,
finalmente vedo”!
La vita è formata da un susseguirsi d’immagini
sensazioni a volte così profonde
da lasciare solchi indelebili nella nostra memoria.
Mi piace rivedere al rallentatore queste sequenze,
riassaporare gli attimi di felicità ed a volte di dolore profondo.
Mi fanno sentire viva, mi danno la forza di continuare,
cercando di migliorare laddove ho errato…
con umiltà e consapevolezza.
Come il giorno e la notte sono necessari per permettere la vita,
seppur in contrapposizione tra loro:
come il bene ed il male,
il bianco ed il nero,
lo yin e lo yang,
l’amore e l’odio.
Che possa l’acqua dissetare la vostra sete,
purificare il vostro spirito
e sciacquare il vostro dolore.
Che possa la luce mostrarvi dove posare i vostri piedi,
squarciare le tenebre che possono portare i vostri spiriti in errore,
irradiare con grande potenza il vostro cuore!
Su tremule acque 31.8.07
Nelle rocce, la passione scolpita dalle mani del tempo che fugge.
Lascia tracce, perfette, morbide e sensuali al tatto.
Con mano sensibile ne disegno i profili, accarezzando le incavature
che ospitano i segreti nascosti.
E poi, su tremule acque, ho scoperto l’amore danzare.
L’ho visto, evanescente e fugace, come spuma leggera.
Ed il soffio del vento si agitava, e con se portava le onde,
trascinante come un amante.
Baciando ora la riva con impeto, non più la lieve carezza del mare,
ma l’onda travolgente e passionale della tempesta.
Sono la forza della luna che desidera il mare, e ti prendo,
perdendo me stessa.
Sussurro 1.9.07
Vorrei sussurrare le parole che ho lette nel cielo,
questa notte, quando è arrivato il temporale!
Il fragore dei tuoni e dell’acqua sui vetri, mi hanno fatto percepire un tremito diffuso…
Come quando hai timore, ma cerchi di farti coraggio.
Mi sono sentita come la bimba che ho dentro di me, senza tempo, senza età…
La voglia di correre fuori sotto l’acqua che diluviava, prendere te per mano e trascinarti lontano.
Avremmo corso, corso a perdifiato fino a quando esausti, ci saremmo rifugiati al riparo sotto una grande pianta secolare!
Vorrei… desidero… così tanto…
e perciò grido più forte del tuono, affinché la mia voce sia trascinata lontano
ti amo
ti amo
Per l’eternità
Prima di partire nella notte,
un ultimo pensiero, speciale
a chi abita nel mio cuore,
a chi ha rapito il mio amore...
a chi s’inabissa nel tremore del presente,
rievocando la luce per il futuro!
Un passo, poi due,
insieme, correndo…
dietro alle stelle del firmamento,
mentre la notte è rea
di quella profondità così perfetta!
Vorrei stringerti,
incatenerai ai miei capelli
come fiocchi sinuosi e morbidi,
mentre scorrono
lievi sul tuo nudo corpo.
Ma è già domani…
Amore mio!
E domani, saremo insieme
per l’Eternità!
E sarò il vento….
Prenderò le tue mani, sarò il vento che saprà rapirti.
Ghermirò le secche foglie ormai prive di vita e ti avvolgerò nei loro colori.
Non ci saranno voci o lamenti, solo il mio soffio fresco, carezzante.
Trascinerò il tuo corpo lontano, ed in questo autunno, periremo entrambi pian piano.
Il cuore grida
Mormorio soffuso,
un bisbiglio appena,
e così dischiudi le tue paure
racchiuse in quest’anima in pena.
Ed il cuore grida,
nel suo linguaggio complesso.
Parole da interpretare, riconsiderare,
a volte in un idioma così straniero.
Fluire candido d’immagini appassite,
come fiori recisi,
da interminabile tempo.
Ingialliti, fragili al tatto,
che il vento trasporta seco, lontano.
Evocare le voci e le sensazioni,
lasciate dagli amori e dolori,
che come prime donne hanno
giocato coi nostri sentimenti.
Un palcoscenico, questa vita,
dove ogni attore è artefice,
del proprio destino.
Io scelgo, consapevole,
e guido i miei passi
fin laddove mi potran portare.
Ragazze del nuovo millennio 18.9.07
Sedute in vista,
per farsi notare anche dagli occhi assorti
di chi è troppo stressato per guardare.
L’indaco del tatuaggio,
appena nascosto dal velo di una maglietta,
troppo corta, troppo stretta,
ma così tanto di moda.
Troppo metallo che luccica, sui visi, sui corpi,
cattura i raggi del sole.
Linguaggio noncurante,
della presenza di altre persone,
insignificante nella scelta degli aggettivi,
volgari parole vomitate ridendo
ma sempre solo per farsi notare.
Quattordici anni gettati alle stalle,
precipitando da quegli ideali
di genitori ormai impotenti.
Ma loro, la generazione dei giovani…
Futuro e promesse dei più
rinchiusi nel silenzio immorale
dell’eredità da noi inconsciamente lasciata.
E coi pensieri mi soffermo,
riflessioni che incalzano,
scorrendo come un fiume in piena
che porta alla sua foce ogni angosciosa pena.
Mi sento così piccola,
incapace di protestare, di argomentare.
Ma la sensazione di disagio
Mi attanaglia lo stomaco
Portandomi alla domanda: dove abbiamo errato?
Noi della generazione dei “noncuranti”,
di quelli che hanno sempre protestato,
senza muovere un dito.
Ma abbiamo lasciato che il futuro progredisse
insensato, senza morale, privo di ogni buonsenso.
Parole, valanghe di lemmi
hanno marcato i tempi trascorsi,
ma quanto abbiamo fatto per loro?
Gioventù degradata dagli errori
della nostra eredità lasciata…
Vento del nord 19.9.07
Il vento non carpirà i dolci sussurri,
ma li aliterà lontano,
dove la Natura e la Pace li tesseranno in un telo,
così grande, da ricoprire questo dolore.
Nessun addio,
se tu non vorrai, potrà dividere i sensi di beatitudine
nel legger queste parole come dolci sussurri.
Sogna, in quel attimo di divino concedere…
perpetuando un dolce sussurro che raggiunga
l’Eternità.
Bimba
D’un buffo la sento, la bimba dentro di me, protestare a gran voce!
E mi addolora, quando si ribella, dovendo restar lì rannicchiata.
Ma è sempre per poco, perché poi si divincola ed esce…
Priva d’età, senza veli, sprovvista del peso degli anni trascorsi!
Lei, … e quanto l’adoro!
Sa donare un senso ad ogni mia decisione:
spontanea e fresca come i pensieri che prendon forma dal suo intuito.
Nulla è impossibile, i limiti sono stabiliti dal nostro intelletto avvizzito,
come corolle di fiori sgualciti, sfioriti dal tempo incalzante.
Risponderei che sono quella che sarò sempre, pensando all’amore,
che mi trasporta nei sogni ed oltre.
E dal suo sogno, dal nostro sogno, entrambi i cuori scandiranno
un ritmo singolare, come la bimba ed il bimbo che teniamo
raggomitolati dentro di noi,
che solo ci implorano di lasciarli uscire.
Non dovremmo esser tristi cercando il senso della vita,
poiché loro ci condurranno per mano,
diventando la nostra unica ragione d’esistere.
Promesse tra la gente
Tra la gente, per sentirsi soli.
Solitudine che ti entra dentro,
quando giri lo sguardo e realizzi
che c’è così tanta indifferenza.
L’insensibilità che porta alla sofferenza
in questo mondo rapito dal ritmo incalzante.
Un ritmo di vita,
dettato da speculazioni, interessi ed illusioni.
Allora chiudi gli occhi, sognando utopiche visioni
dove non c’è dolore causato dalle guerre,
dove non c’è chi muore di sete o fame,
dove i bimbi sono rispettati,
non abusati, utilizzati, sfruttati.
Dove la Natura è conservata e valorizzata,
non inquinata irresponsabilmente.
Dove gli animali sono considerati Esseri viventi,
non oggetto di esperimento, carne da macello.
Giri lo sguardo ed i tuoi occhi ti riportano sorrisi d’ipocrisia,
parole che saranno solo vacue promesse,
mai seguite da azioni concrete.
Gesti che saranno fissati nell’aria,
che per me si è rarefatta.
Ma taci, poiché sai che ciò che vorresti dire
potrebbe unicamente ferire.
Ed una volta in più, ti accorgi che la solitudine
è comunque rimasta dentro il tuo cuore,
dove troverà le sue origini primordiali.
Ti sussurrerà con dolcezza: “chiudi gli occhi, seguita a sognare”.
Dialogo tra Ghimel e Daleth 6.10.2007
Ed ora che conosco il posto, posso condividere meglio le tue sensazioni.
Forse un giorno mi ritroverai lì, mentre il sole filtra tra le piante, con un libro che ancora non conosciamo, su tracce che nascono dal mare e si perdono nel paradiso dei tuoi pensieri.
Ti ho amata, ti amo, ti amerò
Ed io continuerò a cercarti, in ogni nuvola che ricama il cielo, in ogni filo d’erba mosso dalla brezza, in ogni sguardo che getto con ansia attorno al mio essere.. nella speranza di scorgere la tua ombra… presenza che impregna ogni scandir di tempo terreno….
In un soffio pronunciato 9.10.2007
Molte volte “ti amo” lo si pensa…
nel più profondo del proprio cuore.
Lì è cullato, tra sentimenti frammisti di paura, di dubbi e di timore.
In fondo è vero: Amore
come riempie il cuore
pronunciare questa parola,
e ne senti l’eco, dolce e soave che a te ritorna.
Poco a poco, con lentezza,
affinché tu ne possa percepire la sua concretezza.
Ti amo!
E’ come ti penso,
e poi ancora, ti desidero...
seguitando, mi manchi.
Mi manchi da morire!
Ma chi ora muore è il giorno,
ormai al suo finire,
ed io stanca posso solo gioire
del pensiero immutato,
in un soffio pronunciato:
ti amo… io… e tu?
Bianche Piume (studio preliminare)
Socchiudi gli occhi. Ora. Non attendere, non hai nessuna certezza che il domani potrà abbracciarti…
Accarezza l’istante inventato dal vento d’autore, con le palpebre dischiuse accogli il suo bacio fra silenzi frantumati.
Ascolta il ritmo del cuore ancor prima che l’arrivo del sole ti desti e quel bacio svanisca fra i grani di una clessidra, mescolato al ticchettio del tempo che trascorre.
Vivere d’un fiato avvinghiandoti alla vita e cercando il coraggio di spiccare il volo, senza paura di precipitare nella realtà priva di bramosia.
Non permettere mai a nessuno di mozzarti le ali impedendoti di librarti verso la felicità.
In un frullar di sensazioni, bianche piume soavemente scendon dal cielo e si posano accanto alle mie dita, mentre il sole mi bacia la fronte.
Restan dunque prove inconfutabili, di quel sentimento sublime che mi ha trasportata fino al mio eden.
Ali che ora ho nascoste per timore e paure, poiché è troppo tardi per spiccare il volo verso la meta fantastica.
Segregata nel mio cuore, l’utopia incantevole continuerà ad esistere, fino a quando l’ultimo grano della clessidra non sarà scivolato dalle mie mani.
La vita… città sconosciuta
La Vita è una città sconosciuta, per tutti noi.
Ogni strada o sentiero ci conduce verso una meta forse non propriamente predefinita, ma in costante mutazione.
Non conosciamo il nostro domani, pure il presente è un’incognita in quanto ogni secondo potrebbe condurci alla morte… che tutti noi così tanto paventiamo. Unica realtà inconfutabile, sulla quale non possiamo disquisire.
Parli di morte, metaforicamente in essa è racchiuso un nuovo inizio, ma nessuno può confermarlo in quanto è unicamente un’impronta della Mente e non una certezza del corpo.
Attendiamo quindi l’Alba di un Nuovo Giorno, nel quale le tenebre della notte saranno null’altro che un mero ricordo, una memoria che forzatamente ci ricollega al passato… Passato che con dolcezza e tenerezza possiamo rivivere in ogni secondo di questo nostro presente… antico, meraviglioso, indimenticabile.
Lagrima (12.9.07)
Goccia
goccia che scivola, lentamente, cade precipitando
in un mondo fatto di mille diversità.
Lei la protagonista immemore,
che sempre giunge anche quando non desiderata.
Sfuggita e temuta, ostentata o nascosta,
trattenuta con forza quando l’orgoglio si pavoneggia,
esibendosi estroso e controverso!
Sulle gote della neo-madre,
la dolcezza dell’amore espresso
in quel mare ricolmo di mille illusioni future.
Eppure consapevole dei limiti,
propri della natura umana.
Goccia,
goccia che scivola, lentamente, sprofonda
tonda e brillante
mentre con mano tremante,
la raccolgo
per assaporarne il sale del suo dolore.
Autunno 5.9.07
Prenderò le tue mani, sarò il vento che saprà rapirti.
Ghermirò le secche foglie ormai prive di vita e ti avvolgerò nei loro colori.
Non ci saranno voci o lamenti, solo il mio soffio fresco, carezzante.
Trascinerò il tuo corpo lontano, ed in questo autunno, periremo entrambi pian piano.
Pioggia 13.11.07
quando sento la pioggia cadere,
chiudo gli occhi e ascolto.
Ascolta la pioggia che torna ancora,
quella pioggia che bagnò la nostra prima notte,
e la sensazione è quella d’allora.
Senti il tocco delle lacrime che scendono,
non cadranno per sempre,
purtroppo ora sono come un amaro dono.
Così come il giorno scorrerà,
i pensieri fluiranno leggeri e malinconici.
Tutte le cose vengono, tutte le cose passano.
Ascolto la pioggia, scende ancora, dentro di me.
Mentre foglie sugli alberi sussurravano
coi nostri pensieri espressi con gli occhi,
ora alberi spogli mi ricordano…
che vado alla deriva,
mentre affogo in un invisibile contesto
... che non ho voluto.
Mots d’amour – Parole d’amore 20.11.07
Ti ho ripetuto più volte parole d’amore,
tra echi e voci sussurrate
per timore di rompere la magia.
Ti amo…
Per il mio cuore è sufficiente una tua mano
che accarezza via questo dolore
mentre ancora ti dico: ti amo.
Ma le mie ali non possono volare,
non fino a te,
poiché mi hai lasciato un vuoto
che non riesco a colmare.
Ma con l’anima seguito, a sognare,
mentre ti mormoro
le solite parole ignare delle ragioni.
Nulla distruggerà questo sentimento,
per l’eternità, forse è solo pazzia,
anche se tu sei andato via.
Je t’ai répété plusieurs fois mots d’amour,
entre échos et voix susurrées
avec peur de casser la magie.
Je t’aime…
Pour mon cœur il est suffisant ta main
qui soulage loin cette douleur, avec une caresse
pendant que je te répète : je t’aime.
Malheureusement mes ailes ne peuvent plus voler,
pas jusqu’à toi,
parce que tu m’as laissé un vide
que je ne peut pas remplir.
Mais avec mon âme je continue à rêver,
cependant je murmure
les mêmes mots qui ne connaître pas la raison.
Rien détruira ce sentiment,
Pour même qui soit folie,
Même si tu es déjà parti.
Come velluto nero… Comme du velours noir… 1.12.2007
Mi perdo nelle perfette
curve del tuo corpo,
dove le mie dita instancabili
giocano coi riccioli del tuo capo,
del tuo busto,
del mio piacere.
Come velluto nero.
Mani che si insinuano
tra la seta e la pelle
che freme al soave piacere.
Dischiuse le labbra
respiro la tua essenza.
Aroma che non sazia la mente,
ma inebria il desiderio
di entrare dentro di te,
sentirmi fuori di me
e raggiungere quella sensazione divina
mentre scivoli con la dolcezza
di un amante perfetto,
per sussurrare in un gemito soffuso
mentre mi stringi
con ancor più passione:
« Ahh oui, mon amour…
prend moi… je suis à toi».
Je me perd dans les agréables
rondeurs de ton corps,
où mes doigts insatiables
jouent avec les boucles de tes cheveux,
de ta poitrine,
de mon extase.
Comme du velours noir.
Mains que s’insinuent
entre la soie et la peau
qui frémisse du douce plaisir.
Lèvres qui attend
je respire ta fragrance.
Arôme qui ne satisfait pas mon esprit,
mais enivre le désir
d’entre dans toi,
me sentir dehors de moi
et rejoindre cette divine sensation
pendent que tu glisse avec la douceur
d’un amant parfait,
pour me susurrer dans un gémissement ténu
avec encore plus de passion :
« Ahh oui, mon amour…
prend moi… je suis à toi ».
Zendado 2.12.2007
Ho gettato uno zendado,
sulle guglie di quel castello.
Un velo trasparente
come la bruma del mattino,
solo per percepirti più vicino,
ma non soffrirne alla visione.
Un primo bacio agognato,
sognato,
desiderato…
Sapore indimenticabile,
di emaciato dolore nell’amore.
Non furon sorrisi passeggeri,
il mio cuore sorride tutt’ora.
Lagrime che passan,
come l’acqua scorre a valle
con le promesse di fiori eterni.
No, non passa… non passerà.
Ancor solo l’eco delle parole,
gravate sul metallo che cinse
la tua mano…
Eternità… ed io muoio
pian piano.
Marquis de Claredon 5.12.2007
Je veux te donner un nom…
Clément
Je veux te faire cadeaux d’un visage…
Les mots ce font rond
Et puis glisses,
comme une caresse envolée
jusqu’au paradis des sensations.
Beauté sublimé
Dans ton regard,
mon chevalier,
Je veux te contempler.
Avec les yeux,
Les mains,
Cachée derrière mes peines
Pendent que tu te déshabillés…
Tu me déchire mon esprit
Qui jouisse ravi
Jusqu’au but du dernier vêtement
Qui suavement
Tombe à tes pies.
Multitude de papillon
Les pensée…
Un soupir, loisir des rêves les plus tendres
Charnel ton touche
Sur mes épaules dénudées
Je cache mes pensées
Clément
Simplement toi… mon rêve de cette nuit.
Solo un bacio 11.12.2007
Un bacio,
solo un ultimo bacio
per congedarci
per ritrovarci
per nuovamente amarci?
Con le tue parole mute
e le mie frasi invisibili:
la nostra storia scritta
con lettere candide,
nei nostri cuori.
E candida è la passione che arde
d’un fuoco impossibile,
che solo la brezza dell’amore
trasporta… lontano…
fino a raggiungere il tuo mondo,
a me precluso.
Forse i miei tanti sogni
troppi, dicesti,
hanno reso l’incantesimo vero.
Vestita della luce dei tuoi occhi,
che apparivan sinceri,
quando al germogliar del sentimento
giuravi amore per l’eternità…
Ma ritornerà,
la mia primavera dei sensi.
Ritornerà la stagione
dell’amore vero.
Come velluto morbido e sensuale,
ora accarezzo i ricordi,
splendenti
che non mi donan dolore,
ma tristezza per te che… sei solo.
Mentre l’amore non muore,
sopravvive,
nell’eternità.
Embrasse-moi,
embrasse-moi une dernière foi,
ce n’est pas un adieu,
s’est un nouveau rencontre,
pourrions-nous nous aimer ?
Avec tes mots muets,
mes phrases invisibles :
notre histoire écrite
avec pureté,
dans nos cœurs.
Et immaculé est la passion
qui brûle,
d’un feu impossible,
seulement la brise de l’amour
l’emporte… loin..
jusqu’à rejoindre ton royaume,
à moi défendu.
Peut-être trop de rêveries,
les miens, disait-tu,
ont permit cet enchantement
devenu réel.
Habillée qu’avec la lumière
de tes yeux,
qui je croyait honnêtes,
quand au naître du sentiment
tu me jurait amour pour l’éternité…
Hélas, elle retournera
mon printemps des sens,
retournera la saison
de l’amour vrai.
Comme du velours moelleux et sensuel,
je caresse les souvenirs,
brillantes,
qui ne me donnent pas de douleur,
mais tristesse pour toi… qui est seul.
Pendent que l’Amour ne meurs pas,
il survit,
dans l’éternité.
Lagrime di candido Miele... 17.12.07
Notte,
solo la luna
ci spia dall’alto,
in quell’ardente abbraccio
ci perdiamo
Il mio corpo stretto al tuo…
quel tuo corpo
mio rifugio
per paura della realtà,
mani scivolano
sulla nuda pelle,
carezza
di dolcezza e sensualità
le tue labbra
sul mio collo,
calde e morbide
scendeno
nell’abisso della serenità:
sapori confusi
con le fragranze dei fiori
candido miele,
dolce e profumato,
essenza
d’amore consumato.
Laurent Roi Noir 18.12.07
Respiro e mi sento
Nel profondo
Dove ogni ragione d’esistere
persiste.
Ti vedo
Con gli occhi dell’anima
Dannata
Da quando ho letto le tue parole.
Non colgo il senso
Respiro l’essenza
E gli aromi d’incenso
Riaffiorano nell’anima
persa.
Angelo degli abissi,
cavaliere solitario
senza dimora,
senza percorso
sulle vie di Damasco
ricerchi
il piacere, il dolore, l’amore.
Mentre io ti attendevo
a Costantinopoli
Dove piange, di desio
Il cuor tuo
Il mio
Congiunti in un amplesso
Fatto di pensieri
Vaganti e vaghi
Un fremito
Un tremito
E l’immagine ritorna
Contorna
Il mio grembo
Dove
T’attendo
Le tue mani
sul mio corpo
immutate nel tempo
l’amore profano.
Chartres 19.12.07
Odi la campana?
Rintocchi di morte
Nella notte fredda
Ho perso
Ciò che non possedevo
Ho ritrovato
L’amore guerriero.
Non piango
Lagrime di fuoco
L’Amore è un gioco.
L’attimo dell’amore
Si annida
Nel cuore.
Ho perso
Ciò che possedevo
Ma non ho ritrovato
Il mio sentiero.
Passi piccoli
Nella grande pianura
I fuochi son spenti
Ma la luce perdura.
Dal cuore
Fiamme e passione
Riscaldan i corpi.
Fammi vivere ora
Tempo per poi morire
Ancora.
Bramosia
Pensieri dell’anima tua
Desiderio di carne
Mentre mi confondo
Tra trame di broccato
Un soffio dolce,
a fondo
ti ho toccato.
Donami il tuo nettare,
Stillato dalla dolcezza.
Sublime supplizio
L’attesa irrequieta
Il martirio dell’errare
Mentre ti attendo,
sul cavallo spronato
la spiaggia libera,
il mare chiama.
Il tuo corpo l’unica trama
E l’amore
L’amore
Ancor solo l’amore.
Supplica all’Anina
Potrei riprendere le tue stesse parole,
Mio Signore.
Potrei lasciar il cuore
condurmi per i sentieri
che portano alla via dell'Amore...
credo nel fato,
ho vissuto molte vite,
delle quali le reminiscenze
hanno lasciato impronte.
Vorrei rispecchiarmi
in questi tuoi occhi di cielo,
rivedere l’immagine impossibile
di ciò che ci siamo lasciati alle spalle
nelle notti dei secoli.
Forse… forse…
Tienimi vicina al tuo cuore,
affinché possa a lui reclamare
La pace di quel soffio di vita
Che mi ricorda che vivo.
Le tue parole sono meravigliose,
gocce di rugiada soave
che come perle si posa sui miei capelli
sulla bocca,
il tuo sapore,
il tuo odore
di muschio d’oriente.
Mio Signore.
A te m’inchino.
La Cathédrale 31.12.2007
Froide brume t'étreint
Dans le gris du jour
Que s’étend.
Même que le rêve
Je te revois magnifique,
Imposante et puissante.
Laisse-toi te découvrir,
Permet à mes pies
De te parcourir.
A mes mains
De te caresser.
Enfin de traverser
Le symbolique voyage à Jérusalem.
Le Grand Labyrinthe.
Depuis le ventre de la Terre,
Je naisse de l’Eau
Pour respirer l’Air
E afin envoyer l’œil
Au Feu du soleil.
Epuisé d’amour
Je me laisse tomber
A tes pieds.
Montre moi donc
L’entrée sacrée d’Osiris…
Chartre, je t’implore
pourtant je t’adore !
La Cattedrale 31.12.2007
Bruma fredda
T’avvolge nel grigiore
Del giorno che muore.
Come nel sogno
Ti rivedo maestosa,
Imponente, possente.
Lasciati scoprire,
Permetti ai piedi miei
Di calpestar le pietre tue.
Alle mani
Di accarezzar le tue statue
Ed infin di percorrere
Il simbolico viaggio
A Gerusalemme.
Il Grande Labirinto
Mi accoglie:
Dal grembo della Terra
Nasco dall’Acqua
Per respirar l’Aria
Ed infine
Rivolgere gli occhi
Al Fuoco del sole.
Poi stremata
Da tanto amore,
Mi accascio
Ai Tuoi piedi.
Mostrami ordunque
La sacra entrata di Iside!
Chartres t’imploro
mentre ti adoro.
Abbracciami forte 15.1.2008
Attraverso la pineta
Mormora il vento
Lasciando in me traccia irrequieta.
Lo sguardo accarezza
Il sentiero sinuoso
Sul viso pacata brezza.
La notte porta consiglio
E paure represse
Nell’animo privo d’appiglio.
Ombre allungate
Mentre il sole smunto
Bacia nuvole d’ambra impregnate.
Abbracciami forte
Non ti staccare
Ch’io non abbia timore della morte.
Un Passo di Danza 22.1.2008
Rispondo alle tue domande…
a quelle mai formulate!
Inquiete, angoscianti
che da giorni
martellavano la pazienza mia.
Sono volata via?
Si, oltre il fantastico,
dove solo reminescenze antiche
vivono e si rinnovano
in incalzante danza.
Ti ho sognato, agognato,
e tanto desiderato.
Fors’anche amato?
Serberò nello spirito
le tue dolci parole.
Termini di circostanza,
volutamente cortesi,
lemmi sopraffatti
a impedir di trapelare
emozioni senza fine,
che si perdono nel nel tempo,
ormeggiate nello spirito.
Non è sollazzo,
ma non intendi…
come nell’attimo,
del poco tempo
che stanco indugia
l’istante importa!
Sensazioni aggrovigliate
di sentimenti
che non puoi far tuoi…
che non son miei!
Ripieghi all’alterigia,
del sognodi beltà
mentre dimentichi
che le parole sono falci,
mieton realtà dissonanti.
Non prestar fede
a ciò che scrivi,
soltanto per lasciar traccia
di un effimero passaggio
senza nessunfuturo.
Il vero Verbo nasce
dall'inquieto cuore
e come puoi conoscerlo
se non sai l’amore?
Volevo ridisegnare
il mondo…
Farti intendere
comeogni cosa entri,
in uno schema semplice.
tanto semplice
che pure un bimbo capisce.
Quell’infante, dimenticato
chiuso nel tuo cuore fiero,
soffocante l’amore…
Ora s’è svelato,
mentre decisamente
scriveva sulla trama
della tua strana Vita
... "ti ho abbandonato"!
Ancora un passo di danza,
affinché tu possa ricordare
la leggerezza
del mio essere,
del mio eterno sognare!
Proibito Fiore 1.2.2008
Nel sogno,
cieli d’oriente
portan ebrezza
ed amore.
Zendadi intrisi
di fragranze,
nelle notti insonni
di morbide carezze,
profonde, inibite.
Brividi ed esultanze,
reni inarcuate
rivolte al paradiso
dei sensi.
Mani che cercan
varchi, fra i veli.
Frugano,
mezze lune
di femminil beltà
e fragili corolle
del proibito fiore.
Labbra morbide
che nel gioco,
esplodon in sussulti
per sommo diletto.
Assapora l’estasi
fra bianche dune,
dal sapor di mirra.
Agonizzanti,
ancor distesi,
confondendo
i nostri carnati
invocando pietà
al desio
che permane,
insaziabile e vorace.
Graffi il silenzio,
bevo le tue parole
mentre nuvole
portan frescura
ai corpi arsi
dall’estasi divina.
Tremano
le mani,
le labbra,
i cuori…
per poi
ricominciare
ancora
ed ancora.
Il mio pensiero ti culla nell’oblio… mentre vorrei farti mio
sull’arena d’una spiaggia antica, mentre l’oceano delle passioni accarezza i nostri nudi corpi …
Predone di Pensieri 8.2.08
Nell’oscura notte che ascolta, attendo.
Voci sommesse riportan poesia,
pel cuore che soave melodia.
Passi misurati cercano ombre,
fuggenti presenze fra spoglie fronde,
dove attende calore
carezzevoli parole d’amore.
Sconosciuto poeta ti confidi,
al fiore di cristallo
nella su dimora che tutt’avvolge.
Segreta mia presenza,
ascolto
porgendo tributo alla luna,
senza tradir il profondo rispetto.
Molte stelle che ti strégano!
Lasciando tracce di té
predone di pensieri.
Fatato il passo che ti confinò
nel tuo dubbio profano.
Fenice che da cenere risorgi
dispiega le tue ali!
Abbandonato al mito,
partito,
che ti ha rilasciato la visione
della luna e delle sue ancelle.
Poesia di Vita 12.2.08
Profumo inebriante…
amore che coinvolge
Leggo le stelle nei tuoi occhi oscuri
percorso planetario definito,
agli esordi del mondo
e Anime Pure appartenévano
alla dimensione divina.
Avvolge e compenetra,
non mia l’anima e corpo.
Non trovo buio nelle tue parole
menzogne mal celate al tuo cuore.
Sei confinato nella fugacità
del tempo che trascorre e lascia segni.
sul corpo tuo che tradirti non potrà.
Giochi coi sentimenti
falena della notte.
Sulla tua bocca fermerei il tempo
fragranza indefinita che sa di te.
Dalle labbra leggendo le parole
viluppi che il tuo spirito nasconde,
forgiati dall’estenuante paura.
Brucerai l’illusione
d’una poesia di vita.
Mesto abbandonarsi incontrollato
guardati allo specchio della verità!
E smaschero i tuoi fremiti selvaggi
distesa nella tua mente mi lascio
segno la tua carne per l’eternità.
Fragola tra le labbra 14.2.08
Sapore d’un bacio alla fragola...
Come acqua ti percepisco,
scorrono limpide le voci
ruscello della mia memoria.
Bevo il tuo nettare dissetante...
respirando l’aria di Trastevere.
Percezione (HAIKU) 16.2.08
Ti percepisco
soffio di primavera
e m'abbandono
Talamo (TANKA) 16.2.08
Petali rosa
sulle labbra sensuali
scrigno d'amore
nel sogno mi risveglio
sei sul cuscino fiore.
Vita trascorsa 1.3.2008
Qual tenue linea
Separa sanità e follia
Vagante nell’orizzonte inconsueto
Dove il cielo abbraccia il mare,
Bacio sensuale,
Risveglia l’istinto primordiale.
La notte è cupa
Vergine muta!
Angeli rinnegati
Nelle anime dannate
Senza passione.
Sentimenti vissuti
Poi persi
Ripresi ed inchiodati
Ad ali invisibili.
Aleggia nell’aria
Ora un ricordo
Di vita trascorsa,
Immaginata,
Sognata
Infine… abbandonata.
Alchimia 10.3.2008
Per favore, guarda i miei occhi
è porta dell’anima mia,
luogo dove dimora l’amore,
rispecchiati passione!
Raggi soffusi di luce dorata,
percezioni profonde si sfaldano,
abitudini dure nei concetti
ma tu sei negl’erranti sogni miei.
Dov’hai dolcemente frugato
cercando visoni proibite,
vellutati i tuoi passi sul mio cuore
disinvolto e smarrito.
Non sei anima sconosciuta,
divina melodia d’archi
penetranti note d’incontro,
nell’oblio ti sento mio.
Impedendomi di partire,
baci folli e sensuali,
m’hai trascinata nel tuo paradiso
con mani di platino.
Quando l’arsura lasciata dal canto,
dalle grida di giubilo e piacere,
avevi fermato più belle frasi,
parole d’amore, dissetandomi.
La dolcezza mi ha cullata
un’apparenza ancor più intensa,
dove i sogni si sono dati ritrovo
in me poggi torpore.
Come acqua ti percepisco,
scorrono limpide le voci
ruscello della mia memoria
bevo le gocce dissetanti.
Un’apparenza ancor più intensa,
ma porgi tregua alle tue carni
ebro di profumi e salsedine
nel mio grembo con forza.
In questo talamo riponi estasi,
fiore d’inesplorato desiderio
sbocciando dal piacere fantastico
corolla schiusa ai tuoi baci dolci.
La sensualità dei ricordi
lambisce con dita dorate
sgualcendo lenzuola di seta nera,
al sole che tramonta.
Ossessione compenetrante
Freme estatico piacere
ti sfioro con dita d’argento
ma tremo, nel giorno che muore.
Tracce lasciate... alla sua Anima
Mi perdo 7.3.2008
Sguardo d’incanto
Avvolto da mistero
Dentro mi perdo.
Accarezzi l’Anima
Nel fievole legame.
Oscurità 19.3.2008
Nella visione del tempo passato,
esili Tracce trascinate dal fato
che conducono certe alla ragione.
Mentre nell'oscurità sola resta la visione.
Nell'errare umano nasconde,
vizioso ed infido il pensiero
chi non sa affrontar il vero".
Acqua 20.3.2008
Ti percepisco come l'acqua
mentre affondo il pensiero,
tra le tue membra.
Ho voglia di te...
HAIKU (emozioni ferme nell’attimo) 24.3.2008
Serena pace
Nel presente divino
Il tutto giace.
Fiocco di neve
Scende candido lieve
Stella fra mille.
Carezzevole
Onda fugace giace
Spuma di mare.
Fiore di pesco
Mordo polpa carnosa
Dolce sapore.
Argento brilla
Baleno di fulmine
Nel buio cielo.
Lampone rosso
Come sangue versato
Bocca che morde.
Carezza scende
Primavera sublime
Chiare corelle.
Fragrante muschio
Riporta primavera
Liberandomi.
Scivola corpo
Sublime sensazione
Notte d’amore.
Nell’aria tenue
Suonano cornamuse
Ora libere. |
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